Blog reunion
Da tempo non scrivo su questo blog, non ricordavo nemmeno la password, eppure per tanto tempo è stata la mia casa.
Da tempo non scrivo su questo blog, non ricordavo nemmeno la password, eppure per tanto tempo è stata la mia casa.



Incomprensibile.
Stralcio di cuore.
Lacrime sugli occhi fissi di una fotografia.
A tinte forti, contorni spessi, vento immobile.
Riccioli.
Come punti di domanda.
Anse.
Nessun make-up.
Solo verità.
Schiacciata sulle lenti scure della vergogna.
Eri bellissima.
Un tempo.
Ero sofisticata.
In quel tempo.
Pennellate di rossetto, ombretto e mascara.
Sinuosa e di velluto.
In quell?abito scuro, sui tacchi di vernice.
Pagliaccio triste.
Senza riso, né pianto.
Ancora odore d?erba tagliata.
Fresca.
E di fiori recisi.
Per sempre.
E di domande senza risposta.
Ancora oggi.
Mischiate ad acqua di lago
ricordi di mare
e stupide bugie.
Sorridi.
In quella fotografia che non abbiamo mai scattato.
In quel lampo fuori fuoco.
Negli occhi rossi.
Sorridi.
Davanti all’obiettivo che non c’è mai stato.
Riferimenti: :e tra le dita non ci sono che fotografie:

Il mare di maggio.
Deserto di rose
e dune di pensieri.
Il mare di maggio.
Odore di solitudine
e un morso di luna.
Di sbieco ho guardato i tuoi occhi
ho spiato la distanza fra me e la tua camicia.
Ho respirato piano il fragore del tuo sguardo
attenta a non confondere le sfumature.
Sicura di non prendere per sbaglio briciole di te.
Ho sfogliato piano la rosa dei tuoi pensieri
?Dammi un morso di luna? hai detto
?per annegare in questo mare di maggio?.
Stille di miele soffocano il desiderio
della tua lingua sulla melagrana del cuore.
I rebbi della solitudine
ne infilzano i grani scomposti.
Riferimenti: Occhi da ricordare

Liquore di parole.
Misto desiderio di alcool
e zucchero grezzo.
Il trucco c?è e si vede
rigato, tirato, allungato.
Dita ragioniere
e mani di donna
calcolano e disegnano
cieli aperti e pozzi profondi:
sguardi di seta
e caldo d?angora.
[Af]Filati.
Riferimenti: Grazie a Clara per la foto e l’impegno

Bolla di popolo
dita d?eterno
incroci affini
rigano il bordo.
Nessuna luce
su raggio stimato
brilla il fuoco sacro
del modello.
Fiato stremato
e occhi di gloria.
Al cielo firmato.
Riferimenti: A Michelangelo

Occhi laghi d?attesa
spigolo di bugia
infilza mano indifesa.
Sangue macchia di dolore
capo cadente
partorisce lacrima incolore.
Striscia latente
di sofferenza silente
di pazienza costante.
Spiccioli di labbra
elemosina di sabbia
scivola ebbra.
Riferimenti: A un dolore che non ha titolo

Sì. Una volta era così. Anche noi ci nascondevamo nelle macchine e godevamo sui sedili, le sere avevano sapore di rugiada, di erba cotta e rumore di onde del mare, risacca e maestrale e vento che urla attraverso le pietre di quella torre in mezzo al mare, in mezzo al cuore. L?amore ha profumo di te, è a forma di te e ha il colore bello degli occhi tuoi.
Poi anche i fantasmi hanno popolato la nostra vita, in hall di terza categoria e camere squallide, piegati a cercare la vita, con ombrelli aperti e occhi chiusi a ripararci dalle nostre follie, dalle nostre manie. Dai tormenti di questa mia inquietudine.
Li ho incontrati i maghi che non sapevano fare più magie, quelli che forse non le avevano mai sapute fare. Stordimenti di illusioni ottiche. Tristi. Come il muro del Cafè Wall.
Adesso ho il vestito migliore, non aspetto andate e nemmeno ritorni e la destinazione?
Finchè morte non ci separi.
Sì sì lo so che è fuori moda sposarsi, ma io sono sempre stata un po? fuori moda anche quando ero a un passo da Kay, quando mi mancava solo un pelo. Fuori moda.
E adesso? Leggera nel vestito migliore, nella testa un po? di sole, in bocca una canzone e tra le dita un anello d?eterno e un bouquet d?anima e cuore.
Tanti Auguri Martina, s’isposa.
?E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai
Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca una
canzone?
Luciano Ligabue, Leggero, [in Buon compleanno Elvis, 1995]
Riferimenti: A mio padre

Di sé
del suo tormento
la piccola donna ha lasciato
nell?universo le mani
a terra il ventre
dentro l?acquasantiera il mare.
Ghirlanda di mozziconi di fiato
diadema di sorrisi di melagrana.
Aspersorio di lacrime e geometrie sotto
rette ricurve e inginocchiatoi di pazienza.
Teatro del risveglio
di lei che adesso chiede e ottiene
addensato dentro spine e succo di gola.
Mormora sottile
Annoda il corredo da sè
dita di pianto e bocca di caffè.
La piccola donna
cuce le trame ordite
affretta la sosta al via
boccone di cravatta
pedina di stoffa tenace
stringe l?anima audace
passamaneria di cuore che vince
a ornare riva di occhi e velluto d?anima.
Riferimenti: [Ghirlande senza distanze. Di te.]

In qualche angolo a Temple Bar, ricorderai il tempo in cui ti amai. Risentimento. Rabbia. Sgomento. Vento. Foschia tra noi. A Temple Bar. Parole sgualcite, più volte sprecate. E adesso parlo con Dio, poi piango con te.
A Temple Bar.
Sfondo bruciato di città, vetri di luci, neon sfiniti. Calda malinconia e dita a gocce. E non sarà più tempo per noi. Nemmeno a Temple Bar.
Temple Bar [Tiziano Ferro]
Sarà foschia
ben oltre la marea
sarà o no
più tempo per noi?
Che parlo con Dio
solo se ascolti tu
si io te lo dirò
in qualche angolo a Temple Bar
Solo per noi
da Grafton a Ormond Quay
ricorderai
il tempo in cui ti amai
Che piango con Dio
te lo racconterò
quando ritornerò
con te a Temple Bar
Stringendoti un po?
come allora a Temple Bar
e ti ruberò
un lieve ?Ti amo? e poi
risentimento e poi sgomento
rabbia e dopo il vento
urlano…dì?
ci pensi più…a noi
tra la foschia di Temple Bar
Riferimenti: Tormenta di foschia e malinconia